<<Avvocato, quanto mi spetta a titolo di risarcimento per le lesioni che ho subito?>>
In questo caso, parliamo di danno non patrimoniale. Rientra nel danno non patrimoniale il danno biologico, il danno morale e il danno esistenziale.
Per calcolare il risarcimento del danno biologico, bisogna conoscere le informazioni che ti darò di seguito.
Che cos’è il danno biologico?
Il danno biologico è una categoria di danno risarcibile in ambito civile che consiste nella lesione dell’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, indipendentemente dalla sua incidenza sulla capacità di produrre reddito.
Viene liquidato mediante apposite tabelle, che tengono conto del grado di invalidità e dell’età del danneggiato, con possibilità di personalizzazione in presenza di circostanze eccezionali.
Tradotto in parole semplici, il danno biologico è quello che deriva da una lesione alla salute (fisica o psichica) della persona. Per calcolarlo, si usano delle tabelle che vanno dall’uno al nove per cento per le c.d. microlesioni e dal dieci al cento per cento per le c.d. macrolesioni.
Più è grave il danno, più è alta la percentuale da attribuirgli; più è alta la percentuale e più alto è il risarcimento.
Attenzione! Il danno biologico tiene conto anche dell’invalidità temporanea, ossia degli effetti “temporanei” della lesione sulla salute della persona. Per ogni giorno in cui si è invalidi al 100%, ossia si è allettati e non si è in grado di fare nulla, è previsto un indennizzo € 54,80 per le microlesioni e tra € 96,00 e € 145,00 per le macrolesioni.
Che cosa sono il danno morale e il danno esistenziale?
Al danno biologico come lo abbiamo così definito e calcolato devono essere aggiunte altre due voci di danno, che rientrano nella categoria più grande di danno “non patrimoniale”.
Sto parlando del danno morale e del danno esistenziale (prima scrivo le definizioni in “legalese” e poi le rendo masticabili).
Il danno morale è il pregiudizio soggettivo che si concreta in uno stato di sofferenza interiore, turbamento d’animo, dolore psichico, ansia o paura, provocati da un fatto illecito. È tipicamente associato a reati (art. 2059 c.c.), ma può essere riconosciuto anche in ambito extracontrattuale per gravi lesioni di diritti della persona.
Definizione giurisprudenziale (Cass. civ., Sez. Un., n. 26972/2008):
“Il danno morale è un pregiudizio temporaneo o permanente che si manifesta sotto forma di dolore, vergogna, disistima di sé, paura, ansia, disperazione, che altera l’equilibrio psichico-emotivo della persona, anche in assenza di patologie clinicamente accertabili.”
Il danno esistenziale consiste nel peggioramento delle abitudini di vita, delle relazioni interpersonali, familiari, sociali o lavorative del soggetto, che deriva da un fatto illecito. Si distingue dal danno morale per il suo contenuto oggettivo e relazionale, e dal danno biologico per l’assenza di una lesione psico-fisica accertabile medicalmente.
Definizione giurisprudenziale (Cass. civ., Sez. Un., n. 26975/2008):
“Il danno esistenziale è il pregiudizio che incide negativamente, in modo apprezzabile, sulle abitudini di vita e sulle relazioni dinamico-relazionali del soggetto, determinando un’alterazione significativa e non momentanea del suo modo di essere e di vivere.”
Tradotto in parole semplici:
Danno Morale:
È il dolore interiore che una persona prova a causa di un evento ingiusto o traumatico.
Parliamo di sentimenti come paura, angoscia, tristezza profonda, umiliazione, vergogna, che colpiscono l’equilibrio emotivo, anche se non causano una vera e propria malattia.
Esempio:
Una persona che perde un familiare in un incidente causato da altri può provare un grande dolore, anche senza essere fisicamente ferita.
Danno Esistenziale:
È il cambiamento negativo della vita quotidiana di una persona dopo un evento dannoso.
Significa che, dopo il fatto, la persona non riesce più a vivere come prima: non può svolgere attività abituali (sport, hobby, vita sociale), oppure i suoi rapporti familiari e lavorativi peggiorano.
Esempio:
Una persona rimasta invalida dopo un incidente non può più uscire con gli amici, viaggiare o occuparsi dei figli come prima. Anche se non ha dolore fisico continuo, la sua vita è peggiorata in modo evidente.
Spero che queste informazioni ti porteranno a prendere con più consapevolezza le tue scelte.
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Avv. Igino Cappelli